Il nuovo PUD di Spotorno: tra obblighi di legge e legittimo affidamento
02/02/2026
Rubrica a cura dello Studio Legale Cuocolo, Genova - www.cuocolo.it - studio@cuocolo.it
Il Comune di Spotorno ha recentemente presentato la bozza del nuovo Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUD). L’atto si inserisce in un contesto di forte tensione tra la necessità dell’amministrazione di conformarsi ai parametri normativi regionali e la tutela delle posizioni giuridiche soggettive dei concessionari uscenti.
Il nucleo della questione risiede nell’adeguamento alla Legge Regionale Liguria (L.R. 13/1999 e successive modifiche), la quale impone, all’articolo 11-bis, che i Comuni sono tenuti a garantire che almeno il 40% del litorale sia destinato alla libera fruizione.
Attualmente, Spotorno presenta una saturazione quasi totale delle concessioni, con una quota di spiagge libere ferma al 10% (includendo le “libere attrezzate”). Il PUD proposto agisce come strumento di pianificazione urbanistica del demanio per colmare la differenza del 30%, configurandosi come un atto dovuto sotto il profilo della legittimità amministrativa, ma fortemente impattante sul piano socioeconomico.
Per bilanciare l’incremento delle aree pubbliche con il mantenimento dei servizi, il Piano promuove una trasformazione strutturale che punta sulla diffusione delle spiagge libere attrezzate. Questo modello gestionale mira a garantire i servizi essenziali salvaguardando la gratuità dell’accesso, supportato da una standardizzazione dei servizi minimi che prevede l’istituzione di chioschi nelle aree non in concessione.
Tuttavia, le associazioni di categoria non hanno accolto positivamente la bozza presentata dall’Amministrazione che, inevitabilmente, comporterà il mancato rinnovo di alcune concessioni in scadenza. In particolare, sono state criticate le modalità di redazione adottate dal Comune di Spotorno che, a detta dei rappresentanti balneari, sarebbero contrarie all’iter procedimentale previsto dalla normativa regionale per la modifica del PUD che richiede la previa acquisizione del parere delle associazioni regionali di categoria. La mancata condivisione della documentazione tecnica, in questo senso potrebbe configurare un vizio di eccesso di potere per carenza di istruttoria. Inoltre, l’interesse pubblico alla corretta gestione del demanio da una parte, e il legittimo affidamento dei concessionari dall’altra, comporterebbe inevitabilmente la contrapposizione di interessi meritevoli di tutela.
Novità rilevanti attengono invece ai criteri dei futuri bandi: infatti è stata stabilita una maggiore premialità per i giovani operatori, che si riscontra mediante una differente valutazione del criterio dell’esperienza professionale maturata, spesso invece centrale nelle procedure ad evidenza pubblica.
Il momento chiave sarà l’assemblea pubblica e la successiva fase in cui i soggetti interessati potranno presentare entro 30 giorni delle osservazioni. Il Comune, dal punto di vista giuridico, si trova nel delicato compito di motivare adeguatamente il mancato rinnovo di specifiche concessioni: ogni scelta di sacrificio di un’attività esistente in favore della spiaggia libera dovrà essere sorretta da una motivazione tecnica puntuale per resistere a eventuali ricorsi dinanzi al TAR.
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