ETS: cosa cambia con la proposta di revisione della Commissione Ue per il settore del trasporto marittimo

04/08/2026
 
Il 17 luglio scorso è stato presentato dalla Commissione UE una proposta contenente un piano di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS). 

Dal suo avvio, nel 2005, il sistema ETS ha generato oltre 270 miliardi di euro di entrate, che sono state reinvestite nell’innovazione, nella decarbonizzazione industriale e nella modernizzazione del sistema energetico europeo. 

Nel sesto  Considerando della proposta di riforma si legge in particolare che “Il mondo di oggi appare diverso rispetto a pochi anni fa. La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e il conflitto in Medio Oriente mettono nuovamente l’UE di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, compromettendo la competitività dell’industria europea. Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici si stanno intensificando, con eventi meteorologici estremi in Europa che diventano sempre più frequenti e gravi. Per affrontare queste sfide, l’UE deve investire nell’energia pulita e prodotta internamente e proseguire la decarbonizzazione per ridurre le proprie dipendenze e rafforzare la competitività industriale, promuovendo al contempo una transizione giusta e socialmente equa per tutti”. 

La necessaria revisione del sistema ETS da parte dell’UE costituisce dunque la prima parte di un pacchetto di proposte volte a contribuire alla resilienza economica e alla competitività dell’Europa e a raggiungere l’obiettivo climatico a livello dell’intera economia fissato per il 2040. 

Quanto in particolare al settore del trasporto marittimo, la proposta introduce il Sustainable Maritime Alternative Propulsion (SMAP), un nuovo strumento finanziato attraverso il sistema ETS con l’obiettivo di sostenere: (i) combustibili marittimi sostenibili; (ii) tecnologie di propulsione a zero emissioni; (iii) retrofit delle navi nonché (iv) investimenti necessari per la transizione energetica del settore. 
 
Verranno riservate 110 milioni di quote ETS nel periodo 2028-2040, da assegnare alle compagnie di navigazione per compensare parte del differenziale di costo tra combustibili fossili e combustibili sostenibili nonché costi aggiuntivi legati all'adozione e all'esercizio di tecnologie di propulsione a zero emissioni. 
 
Una parte importante della proposta riguarda il contrasto alle pratiche che potrebbero aggirare gli obblighi ETS. Al fine di evitare politiche elusive del sistema ETS (container transhipment) le modifiche prevedono un abbassamento dal 65% al 50% della soglia utilizzata per identificare i porti di trasbordo concorrenti situati fuori dall'UE, l’inclusione di ulteriori porti vicini all'UE potenzialmente utilizzabili per aggirare il sistema nonché un aggiornamento annuale dell'elenco dei porti rilevanti anziché biennale. 
 
Quanto alle operazioni offshore, per evitare che le attività offshore vengano spostate fuori dall'UE per ridurre gli oneri ETS, la definizione di "porto di scalo" viene ampliata includendo determinati siti e basi offshore utilizzati per operazioni energetiche, infrastrutturali e di ricerca 
 
Proposte di modifica riguardano anche l’estensione del campo di applicazione, nel senso che la proposta estende l'ETS ad alcune categorie di navi più piccole. In particolare, entrerebbero nell'ambito del sistema alcune navi comprese tra 400 GT e 5.000 GT (gross tonnage) attualmente escluse. 
Secondo la Commissione tali unità rappresentano circa il 15% delle emissioni generate dalle navi oggi già interessate dall'ETS. 
L'estensione è definita "mirata", per bilanciare benefici ambientali e costi amministrativi. 
 
La Commissione propone altresì di prorogare alcune deroghe oggi previste fino al 2030 per: 
  • navi con classe ghiaccio (ice-class);
  • collegamenti con regioni ultraperiferiche;
  • piccole isole prive di collegamento terrestre;
  • alcuni servizi passeggeri soggetti a obblighi di servizio pubblico. 

La motivazione è che l'adozione su larga scala di tecnologie a basse emissioni su queste rotte è ancora limitata. 

Inoltre, viene proposta l'estensione fino al 2038 del meccanismo temporaneo di redistribuzione delle entrate ETS a favore degli Stati membri particolarmente interessati dalla presenza di compagnie di navigazione. 
La proposta, in un’ottica di semplificazione amministrativa, mira inoltre a integrare maggiormente ETS, MRV Maritime (monitoring, reporting and verification) e FuelEU Maritime. 
L'obiettivo è applicare il principio "monitorare e comunicare una sola volta", riducendo gli oneri amministrativi per le compagnie. 
Sono inoltre previste regole per attribuire con maggiore chiarezza l'autorità competente responsabile per gli obblighi MRV ed ETS delle compagnie marittime. 
Nel complesso, la revisione ha l’obiettivo di rendere l’EU ETS marittimo più esteso, meno eludibile e maggiormente orientato al finanziamento della transizione energetica. L’efficacia del nuovo sistema dipenderà tuttavia dalle modalità concrete di attuazione dello SMAP, dal coordinamento con il futuro sistema IMO e dalla capacità di contenere gli oneri amministrativi ed economici per gli operatori senza ridurre l’ambizione ambientale del sistema.
 

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